Come nasce l’idea

Da molti anni lavoro a scuola e quotidianamente mi confronto con ragazzini di 11/15 anni su temi che riguardano le scienze. Ciò di cui mi sono convinta non sarà anche una grossa scoperta, ma è un dato di fatto: mentre materie come la biologia, l’ecologia o le scienze della terra non creano particolari difficoltà nell’apprendimento, al contrario discipline come la matematica, la fisica e la chimica necessitano di molta più concentrazione, più attenzione, più energia… stancano di più e vengono percepite come materie “difficili”.

Eppure, nonostante la difficoltà legata all’apprendimento di queste materie, è noto come negli ultimi decenni l’economia dei Paesi emergenti abbia fatto un grosso balzo in avanti facendo leva proprio sulle cosiddette STEM (discipline come Science, Technology, Engineering, Mathematics).  Sull’onda di questi risultati estremamente positivi, molti Paesi si stanno muovendo nella direzione di ottenere un maggior coinvolgimento del pubblico nelle questioni scientifiche e stanno lavorando per creare una cultura scientifica di qualità a partire dalla scuola.

Nel mio piccolo, a scuola, anch’io cerco di lavorare in questa direzione. E negli anni ho sperimentato diverse forme di comunicazione, che mi hanno portata a preferire quella di cui adesso dirò. Ho notato che quando inizio a svolgere il programma di scienze raccontando la storia dei grandi personaggi del passato, negli anni successivi i ragazzi fanno molta meno fatica a comprendere le leggi della fisica che riguardano le leve, il galleggiamento, l’elettricità, la rifrazione, la gravitazione, la relatività… Se le storie poi, sono raccontate con dei cartoons, il gioco è fatto. Questo perché, al di là delle interruzioni durante le quali accenno al principio fisico che sta dietro quella particolare scoperta, i ragazzi ricordano i personaggi, il contesto in cui si sono mossi, le motivazioni che li hanno indotti a intraprendere un determinato percorso… queste storie li hanno coinvolti.

A parte il feedback positivo che ho dai miei ex alunni che adesso frequentano le scuole superiori, e che mi riportano di avere buoni risultati nelle materie scientifiche, non ho dei dati sul tipo di lavoro svolto. Ma leggo costantemente di metodi di insegnamento innovativi basati sullo storytelling e sulla lettura di fumetti scientifici che sono stati sperimentati nel mondo e che hanno prodotto discreti risultati. Discreti perché questi studi sono serviti a individuare sia i punti di forza che di debolezza dei metodi informali di insegnamento indagati.

La mia idea è quella di organizzare una ricerca su tutto ciò che oggi riguarda il rapporto tra educazione scientifica e fumetti e che prenda in considerazione pubblicazioni scientifiche con dati statistici, blog, fumetti, cartoni animati, libri illustrati… Se si riuscisse ad ipotizzare cosa funziona e cosa no confrontando le attuali forme di intrattenimento scientifico con i dati provenienti dalle ricerche universitarie condotte a riguardo, mi piacerebbe produrre infine dei fumetti sulla storia degli scienziati che abbiano le caratteristiche risultate più idonee.

 

 

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