Il progetto Gemmacomics

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Sono un’insegnante di scienze che ama disegnare e con un debole per le citazioni. Considero i proverbi e le massime un concentrato di saggezza che va ben al di là del significato delle parole. Allo stesso modo, oggi, trovo una straordinaria fonte di ispirazione, per le mie lezioni, a scuola, nei motti degli scienziati: da “eureka!” a “e pur si muove”… quanto si può raccontare della storia dei grandi personaggi del passato e delle loro scoperte a partire dalle loro citazioni più famose! Quindi, visto che in fondo mi sento un po’ una vignettista mancata, approfitterò di questo lavoro per mettere insieme tre mie grandi passioni: la scienza, le citazioni e i fumetti.

L’idea è quella, sostanzialmente, di riferirmi ad un target che ho imparato a conoscere con la mia esperienza di lavoro nelle scuole Secondarie di primo grado, ma in una forma diversa. I miei ragazzi sono “nativi digitali”, persone la cui costante interazione con le tecnologie digitali ha determinato uno stile diverso di elaborazione delle informazioni rispetto alle generazioni precedenti. Questi ragazzi, rispetto alla lettura di lunghi testi, preferiscono un carattere grafico ed un linguaggio sintetico, possibilmente simile a quello con il quale si esprimono.

Dalla lettura di recenti pubblicazioni (dettaglio in bibliografia), si evince che è forte l’esigenza di avvicinare il pubblico alla scienza e suscitare un interesse nelle questioni scientifiche. Come? La mia idea, a riguardo, è riassumibile in questo: spinta emotiva. La stessa che ci fa nutrire interesse nelle nostre passioni o che ci fa apprezzare un film coinvolgente. In fondo esiste un lato meno rigoroso di quanto si pensi, che suscita curiosità, anche nelle scienze; perché non puntare su quello? Mi viene in mente (guarda caso!) uno di quegli aforismi di Einstein scritti sui poster che lo raffigurano: lui dice che imparare è un’esperienza, tutto il resto sono solo informazioni. A lezione cerco di non dimenticarlo mai, per questo mi impegno costantemente a sperimentare nuove forme di comunicazione, che poi seleziono in base al feedback che ottengo.

La mia esperienza da docente mi insegna che è utile e produttivo rendere le nozioni scientifiche un po’ meno aride e un po’ più emozionanti, calate nella realtà delle persone con cui ci si confronta. L’idea che adesso vorrei sviluppare è quella di “raccontare” la scienza attraverso le storie dei grandi scienziati, facendo leva sull’emozione che genera la scoperta e approfittando della capacità che hanno le immagini (e un racconto) di catturare l’attenzione dei ragazzi. Questo ricordando però che si racconta una storia non per spiegare una tesi, ma per scoprire la materia di cui sono fatti i protagonisti… (Walt Disney)

GEM.MA.

 

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