Le droghe tra mito e realtà

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Strettamente legato al movimento degli Hippies o “figli dei fiori” (che si diffuse in California come movimento di contestazione giovanile alla fine degli anni sessanta) è il discorso relativo all’uso e alla dipendenza da sostanze stupefacenti. Ne facevano uso soprattutto gli artisti, ma non soltanto loro. Anche oggi molta gente ne fa uso ma a mio modo di vedere mentre allora si poteva essere giustificati dal fatto che se ne ignorassero gli effetti a lungo termine sul sistema nervoso, oggi non può più essere così. Infatti il progredire della scienza ha permesso di identificare sia i fattori che contribuiscono al lento deterioramento del cervello, sia i meccanismi che si innescano a livello delle sinapsi quando si assumono droghe.

le sinapsi sono gli spazi tra le cellule nervose, e qui normalmente avviene la trasmissione dei segnali che si propagano lungo la fitta rete neuronale. Il passaggio degli stimoli avviene ad opera di minuscole molecole presenti nel nostro corpo: i neurotrasmettitori, che proprio perché molto piccoli, riescono ad attraversare la membrana cellulare dei neuroni e correre molto velocemente da una cellula all’altra. I neurotrasmettitori (blu nell’immagine qui sotto) sono responsabili della maggior parte delle nostre sensazioni, ad esempio la dopamina è responsabile della sensazione del piacere.

Ma cosa succede quando si assumono delle droghe? Prendiamo il caso delle amfetamine. Queste stimolano la produzione di una gran quantità di dopamina, che di per sé produce nel nostro corpo una sensazione di piacere, ma non è tutto: le molecole di amfetamina (gialle) si legano a quelle di dopamina ed, essendo molto più grosse,  ne bloccano in parte il passaggio da un neurone all’altro. Questo provoca un accumulo di dopamina tra i neuroni, proprio a livello delle sinapsi, cosa che si traduce nel nostro cervello in una estrema sensazione di piacere.

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Anche l’ extasy funziona più o meno allo stesso modo, ma stimola la produzione di serotonina (il neurotrasmettitore legato all’umore).

La cocaina, addirittura, stimola la produzione di ben tre neurotrasmettitori: la dopamina, la serotonina e la noradrenalina (che agisce sul metabolismo).

Oggi tecniche come la risonanza magnetica permettono di comprendere cosa avvenga nel cervello di persone che fanno uso di questo tipo di sostanze: i tessuti si contraggono fino a provocare la morte delle cellule nervose, le uniche cellule del nostro corpo che non sono in grado di rigenerarsi.

Le informazioni sono tratte da questo video presentato da Piero Angela:

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