La radioattività

Con il termine “radioattività” si intende l’insieme delle trasformazioni che avvengono nel nucleo di alcuni atomi, ed in particolare quelli instabili. Ma cosa rende un atomo instabile? La risposta è nel numero atomico, cioè nel numero che è responsabile della posizione degli atomi nella tavola periodica, per intenderci il 3 per il Litio o l’8 per l’ossigeno.

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Il numero atomico rappresenta il numero di protoni (cariche positive) che sono presenti nel nucleo. In linea di massima nel nucleo, insieme ai protoni, c’è un ugual numero di neutroni, ma non sempre è così. La funzione dei neutroni è quella di fare in modo che i protoni non stiano troppo appiccicati tra loro. Infatti, per quanto i protoni nel nucleo siano compressi tra loro a causa di una forza che li tiene uniti (forza nucleare forte), non bisogna dimenticare che, avendo carica di segno uguale, si respingono. Le due forze (la nucleare forte e quella di repulsione) in linea di massima si bilanciano per atomi con numero atomico fino al 40 circa, ma per nuclei con un numero maggiore di protoni la forza di repulsione prende il sopravvento, e gli atomi iniziano a diventare instabili. Per nuclei con numero atomico superiore a 80, poi, l’instabilità è tale che gli atomi, per potersi garantire un livello energetico che non sia eccessivo devono espellere parti di nucleo (un po’ come la prof che, quando raggiunge un “livello energetico” troppo elevato a causa dei vostri schiamazzi, sclera per non finire pazza in un manicomio!!!)
Il processo di espulsione di parti di nucleo ad opera degli atomi instabili è detto “decadimento radioattivo” ed è una componente essenziale della radioattività. L’uranio, l’elemento chimico scoperto da Marie Curie nel secolo scorso, e che le valse ben due premi Nobel, è un elemento altamente instabile, e quindi radioattivo.
Rimane da capire perché la radioattività abbia effetti deleteri sul corpo umano. È presto detto: le parti di nucleo espulse vengono scagliate via con un’energia tale che per il nostro corpo sono come dei proiettili, in particolare per il nostro DNA, che dopo l’esposizione alle radiazioni può rimanere gravemente danneggiato.

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