Einstein, spaziotempo e buchi neri

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Con la teoria della relatività generale Einstein descrive lo spazio e il tempo non come due entità separate ma come un tutt’uno. Questo tutt’uno viene detto spaziotempo.

Lo spaziotempo non è immutabile, ma può restringersi o dilatarsi (è “relativo”) per effetto dalla presenza di corpi celesti che abbiano una massa abbastanza consistente. Più grande è la massa del corpo celeste, più lo spaziotempo viene deformato. Per comprendere meglio come avviene la deformazione, e quali siano le sue conseguenze, si può associare lo spaziotempo ad un tappeto elastico sul quale possa essere poggiato un peso (che, ad esempio, può rappresentare il Sole o la Terra). Il peso provoca una deformazione sul tappeto, e questo è abbastanza intuibile, e la deformazione è tanto maggiore quanto maggiore è la massa del corpo celeste in questione.

Con questo video, che dura solo 2 minuti, ti sarà più facile comprendere il concetto.

Invece, per capire meglio il discorso sulla deviazione dei raggi luminosi della stella, ti lascio a questo video tratto da Superquark. Qui Piero Angela e Paco Lanciano mettono in evidenza diversi aspetti della deformazione e spiegano cosa siano i tanto temuti “buchi neri”.

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